Ennesimo articolo storpiante sui Giochi di Ruolo dal Vivo


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Cavaliere

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Messaggio 13/02/2010 09:49

Ennesimo articolo storpiante sui Giochi di Ruolo dal Vivo

Ripropongo qui il link segnalato dal Ghizzo:

http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/cronaca_locale/roma/2010/02/12/1125997-giochi_ruolo_serve_arbitro.shtml

Sono dell'idea che una lettera ad un qualche giornale, anche di tiratura nazionale, sia quasi d'obbligo per cercare di sfatare il mito negativo che i GRV hanno assunto per colpa di gente come questa che scrive articoli del genere.
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Cadetto

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Messaggio 13/02/2010 14:44

da come è scritto si capisce la scarsa professionalità di chi ha prodotto quell'articolo.
personalmente suggerisco una lettera "ufficiale" dell'Antro di risposta. u_u

Consigliere

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Messaggio 13/02/2010 15:22

questa è stata la mia personale risposta.

Spettabile redazione de Il Tempo,
Scrivo questa mail in relazione all’articolo pubblicato ieri sul gioco di ruolo dal vivo (http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/cro ... refresh_ce). Seguo questo hobby da ormai cinque anni ed il vostro articolo mi ha lasciato perplesso in vari punti.

“Giochi di ruolo, è necessaria la presenza di un arbitro per evitare risse e contestazioni. Le associazioni culturali specializzate nell'organizzare questi tornei, lanciano l'allarme. Si teme un'ondata di violenza, incontrollabile, anche perché si gareggia con repliche di armi. Si tratta di strumenti di difesa-offesa che vanno sapute usare con coscienza. Ci si riunisce ogni due settimane, nelle campagne romane.”

È ovvio che in questa attività, come in molti altri giochi serva una figura di riferimento per evitare i contenziosi. Fortunatamente le diatribe riguardano questioni di regolamento, raramente è necessario sanzionare giocatori per il loro colpire forte.
Parlando di repliche di armi mi pare evidente che la signorina Boero non sappia che nel GRV questi “strumenti di offesa e difesa” sono fatti col plastazote, materiale non dissimile al materassino da palestra. Cercando su Google “armi GRV” o “armi LARP (Live Action Role-Playing)” troverete numerosi esempi di queste, nonché i metodi per costruirle in modo che siano inoffensive. Il peggio che può succedere è, che colpendo con estrema violenza, si lasci un livido sull’altro giocatore; ovviamente una persona che “combatte” in modo simile viene sanzionato od allontanato dall’associazione. Il più grave incidente a cui ho assistito in cinque anni di gioco non riguardava le armi, ma è stato un danno al ginocchio capitato ad un mio amico a seguito di una brutta caduta: un mese di gesso ed uno di stampelle, molto poco rispetto ai miei amici che giocano a calcio.
Precisato questo mi sfugge il modo in cui noi si possa uccidere per errore un passante.

“Il ruolo del master è diventato fondamentale.”

Il ruolo del master è sempre stato fondamentale, ma non nelle mansioni che vengono presentate in quest’articolo: i master, o narratori, principalmente creano la trama, si occupano delle scenografie e degli oggetti di gioco, non di evitare che due persone si uccidano con delle armi di gomma.

“In giro per le strade della capitale c'è troppa litigiosità, troppa violenza. Conosco alcune persone che partecipano attivamente ai giochi di ruolo proprio per scatenarsi, per dar via libera ai cosiddetti bassi istinti. È come il tifo da stadio portato alle estreme conseguenze.”

Questo punto mi pare dubbio: la signorina Boero voleva dire che i giocatori di ruolo dal vivo causano violenze in modo analogo agli hooligans? Sento spesso parlare di violenza da stadio, ma non avevo mai sentito parlare di un gruppo di giocatori che, finita la loro partita, andasse in strada a bruciare cassonetti.

Ringraziandovi per il tempo che dedicherete a questa mail, resto disponibile per ulteriori chiarimenti.
Distinti saluti.
Luca Ghizzardi
essere attaccato in pausa pranzo mi causa status berserk

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Paladino

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Messaggio 13/02/2010 15:58

La cosa divertente è che l'articolo non è solo stupido: contiene vera e propria diffamazione, che è un reato penale. In particolare:

- la giornalista parla di "armi" e "repliche di armi" come se si trattasse di oggetti atti a offendere, sostenendo implicitamente la commissione di reati da parte dei giocatori;
- le affermazioni "I partecipanti possono ferirsi, con conseguenze disastrose. Oppure colpire gravemente, perfino a morte, qualche malcapitato che passa da quelle parti" sono ancora più diffamatorie, presentando i giocatori come potenziali colpevoli di aggressione e lesioni.

In base alla legge è possibile chiedere la pubblicazione di una smentita; credo che l'associazione, in quanto persona giuridica toccata dalle notizie riportate, possa richiederla tramite il presidente. Che ne dite?
Al mondo esistono due categorie di giocatori di ruolo: chi crede di saper giocare e chi sa che i giochi migliori sono quelli in cui non serve "saper giocare".
I primi, tra l'altro, non hanno capito questa firma.
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Cavaliere

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Messaggio 13/02/2010 17:45

GURPSMaster ha scritto:La cosa divertente è che l'articolo non è solo stupido: contiene vera e propria diffamazione, che è un reato penale. In particolare:

- la giornalista parla di "armi" e "repliche di armi" come se si trattasse di oggetti atti a offendere, sostenendo implicitamente la commissione di reati da parte dei giocatori;
- le affermazioni "I partecipanti possono ferirsi, con conseguenze disastrose. Oppure colpire gravemente, perfino a morte, qualche malcapitato che passa da quelle parti" sono ancora più diffamatorie, presentando i giocatori come potenziali colpevoli di aggressione e lesioni.

In base alla legge è possibile chiedere la pubblicazione di una smentita; credo che l'associazione, in quanto persona giuridica toccata dalle notizie riportate, possa richiederla tramite il presidente. Che ne dite?

Avevo pensato anche io alla diffamazione, ma nella mia mail al direttore della redazione mi sono limitato a chiedere l'obbligo di rettifica.

Non so quanto valga la pena andare per via legali ma sono comunque d'accordo col tuo ragionamento.
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Cadetto

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Messaggio 13/02/2010 21:13

sconsiglio le vie legali, solamente perché potrebbero comportare parecchie rogne (sbaglio o serve un'avvocato, anche e hai ragione?)
però una lettera aperta mi pare il minimo.
e ribadisco che chi ha scritto l'articolo è davvero ignorante.

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